Passaggio generazionale

In Italia, purtroppo, la cultura del “passaggio generazionale” è ancora poco diffusa. Alcuni dati statistici indicano che solo l’8% degli italiani si preoccupa di pianificare la propria successione, predisponendo un proprio testamento.

Le ragioni di tale mancanza possono essere ricondotte essenzialmente a due aspetti principali:

  • Problemi di carattere psicologico: esistono ancora forti resistente ad affrontare tali tematiche per motivi anche solo di natura scaramantica…
  • Il nostro contesto sociale: la famiglia patriarcale così come codicisticamente prevista si è evoluta e nel cambiamento ha reso più complessa l’intera vicenda successoria.

In questo ambito specifico, molte sono le domande che ognuno di noi dovrebbe porsi. Ma il punto fondamentale è che ciascuno di noi – portatore di peculiarità uniche e meritevoli di opportuna attenzione – necessita di soluzioni personali che solo un consulente preparato può apprestare. La legge ha previsto diversi strumenti che permettono di gestire al meglio una pianificazione successoria ma scegliere il più adatto e interpretare le leggi non è sempre semplice.

Farsi seguire da un professionista è necessario per evitare dispersioni del patrimonio personale, proteggere i propri cari e tutelare eventuali soggetti deboli.

Perchè pianificare una successione?

  • per poter scegliere in autonomia il destino del proprio patrimonio, determinando con precisione i destinatari dei beni di cui disponiamo;
  • per evitare (o quanto meno ridurre) possibili liti tra gli eredi;
  • per agevolare la distribuzione dei beni tra gli eredi
  • per ottimizzare fiscalmente la successione, riducendo (se non azzerando) i prelievi fiscali

Nessuno è obbligato a pianificare la propria successione: se non si redige un testamento, infatti, è la legge che decide chi, come e quanto. Ma quanto previsto dalla legge, può non corrispondere alle nostre necessità o alle necessità dei nostri cari, soprattutto alla luce delle importanti novità che stanno maturando e che modificheranno la fiscalità sulla trasmissione del patrimonio familiare ed aziendale agli eredi.

Non si devono infatti dimenticare la riforma del catasto (Legge 23/2014), l’introduzione in Italia del certificato successorio europeo (dal 17 agosto 2015), le ventilate riforme in tema di imposte successorie (diminuzione delle franchigie ed aumento delle aliquote), la recente riforma (D.Lgs. 83/2015 del 27 giugno 2015) relativa a “Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria”.

Una corretta pianificazione successoria ed in particolare del passaggio generazionale dell’azienda evita l’annoso problema delle comproprietà ereditarie, dando la possibilità di usufruire degli strumenti di esenzione fiscale previsti dal nostro ordinamento ed evitando ulteriori passaggi (soggetti ad ulteriori imposte e forse discussioni).

Una attenta e precisa valutazione della posizione personale consente di comprendere gli eventuali rischi di una successione ex lege ed i certi benefici di una corretta pianificazione.