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Testamento biologico: la legge è in vigore

In data 31.01.18 è entrata in vigore la Legge 219/17 sulle «Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento» ovverosia la Legge sul testamento biologico, approvata dal Senato lo scorso dicembre e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 16.01.18.

Da ora in avanti, secondo il disposto dell’art. 4 della predetta Legge, sarà possibile, quindi, per ogni soggetto maggiorenne capace di intendere e volere, indicare in forma scritta le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso (o il rifiuto) rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte. Tali scelte potranno poi essere in qualsiasi momento revocabili o anche solo modificabili, purchè ciò intervenga nella medesima forma delle Dat (“disposizioni anticipate di trattamento”) originarie.

Unico limite resta quello della legalità, pertanto non sarà possibile esigere trattamenti sanitari che si presentino contrari alla legge.

Dal 31 gennaio ogni persona in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa, in vista di una futura ed eventuale incapacità di autodeterminarsi, può effettuare le sue scelte, scelte che il medico che si vedrà a curare il soggetto dovrà – in linea di principio – rispettare.

Il tutto previa assunzione – da parte del soggetto interessato ad indicare le proprie DAT  – di adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle proprie scelte. Evidentemente tale aspetto rappresenta il punto chiave nell’applicazione della disciplina in quanto, necessariamente, tale passaggio (acquisizione del consenso informato da parte del soggetto) dovrà essere documentato in forma scritta e precisa, al fine di evitare future contestazioni.

Le Dat, al fine della loro validità, devono essere redatte in forma scritta e quindi nella forma dell’atto pubblico, della scrittura privata autenticata ovvero della scrittura privata, ma in tale ultimo caso questa dovrà essere consegnata personalmente dal disponente all’Ufficio dello stato civile del Comune di residenza ovvero, nelle Regioni che ne hanno regolamentato la raccolta, alle strutture sanitarie. In tale ultima ipotesi, le Dat verrebbero quindi inserite nel Fse (fascicolo sanitario elettronico) ed essere quindi accessibili in ogni Regione e struttura sanitaria(salvo quelle che allo stato non hanno ancora il servizio attivo – Sicilia, Campagnia, Basilicata e Calabria).

Il Disponente nel testamento biologico può altresì designare un proprio fiduciario, soggetto a sua volta maggiorenne e capace di intendere e volere, che deve accettare la nomina con atto scritto allegato alle Dat. Considerato che il fiduciario può non accettare l’incarico, potrebbe rivelarsi opportuno indicare nelle Dat più persone che, nell’ordine dato dal disponente, verranno chiamate all’incarico laddove il fiduciario indicato non potesse o non volesse svolgere l’incarico affidatogli. Nell’eventualità se ne ravvedesse la necessità il Giudice Tutelare può in ogni caso nominare un Amministratore di Sostegno per gestire l’attuazione delle Dat.